lunedì 31 agosto 2009

L'ASTROFILO: on line il numero di settembre


E' disponibile on line il numero di settembre della rivista telematica L'Astrofilo, distribuita gratuitamente a tutti coloro che si registrano a questo sito. Il numero di settembre si presenta ricco come sempre, con articoli in grado di rispondere alle attese tanto dei principianti quanto degli astrofili più esperti. In particolare si segnala l'articolo dedicato allo studio delle sorgenti di raggi gamma. Gli autori sono personaggi di spicco del gruppo di ricercatori che gestisce i telescopi MAGIC siti alle Canarie.

domenica 30 agosto 2009

Corsi per Astrofili

Da Pasquale Ago, presidente dell'Associazione Astrofili Aurunci, riceviamo:


Corsi per astrofili:

L'Associazione Astrofili Aurunca, con il patrocinio dell'Unione Astrofili Italiani e dell'Assessorato alla Cultura del Comune di Sessa Aurunca propone due corsi di astronomia che avranno luogo presso l'Osservatorio Astronomico Aurunco "M. Hack".
Il primo corso sarà dedicato all'astronomia pratica e rivolto a tutti coloro i quali intendono avvicinarsi all'astronomia ed anche agli studenti delle ultime classi degli istituti superiori in cui si studia l'astronomia. Il programma di questo primo corso sarà tarato in modo da consentire una diretta interazione tra i docenti, scelti tra gli astrofili più esperti dell'associazione ed i partecipanti. L'intento è quello di offrire un per-corso condiviso e finalizzato a garantire a tutti i partecipanti un'esperienza gratificante sia sul piano culturale che umano.
Il secondo corso sarà dedicato all'astrofotografia ed è evidentemente rivolto agli astrofili: sia a quelli che sono alla prime armi con la ripresa digitale delle immagini astronomiche e nella gestione della strumentazione necessaria per iniziare questo entusiasmante percorso, sia per gli astrofili più evoluti che vogliono aggiornarsi sulle principali tecniche in uso o anche solo semplicemente scambiarsi esperienze osservative. Un corso dal programma avvincente, nel quale saranno fortemente privilegiati gli argomenti connessi all'acquisizione ed elaborazione delle immagini, con una grandissima attenzione alle prove pratiche sul campo.
Tutti i partecipanti riceveranno materiale utile e la tessera annuale di iscrizione all'associazione.
CORSO DI ASTRONOMIA PRATICA
Sabato 5 e Domenica 6 Settembre 2009
Sabato 5/09
ore 17 - Introduzione all'Astronomia. Panoramica sul Sistema Solare -
Pasquale Ago
ore 18 - La Via Lattea e l'evoluzione delle stelle - Dario Castellano & Carmen Perrella
ore 19 - L'Universo tra passato, presente e futuro - Dario Castellano & Carmen Perrella
ore 21 - Osservazione astronomica (partecipazione libera)
Domenica 6/09
ore 17 - Le coordinate geografiche ed astronomiche - Giovanni Paonessa
ore 18 - Il telescopio e gli altri strumenti astronomici - Giovanni Paonessa
ore 19 - L'osservazione del cielo ed il riconoscimento delle costellazioni -
Pasquale Ago
ore 20 - L'uso del software astronomico - Pasquale Ago
ore 21 - Osservazione astronomica
CORSO DI ASTROFOTOGRAFIA
Sabato 12 e Domenica 13 Settembre 2009
Sabato 12/09
ore 17 - L'Astrofotografia ad alta risoluzione (Sole - Luna - Pianeti) -
Antonello Medugno
ore 18 - L'elaborazione delle immagini in alta risoluzione (RGB e B/N) - Antonello Medugno
ore 19 - L'Astrofotografia con le reflect DSLR (con obiettivi a largo campo) - Luca De Cesare (relatore da confermare)
ore 20 - L'Astrofotografia deep-sky con le camere ccd (camere, autoguide, ruote portafiltri) -
Giovanni Soligo
ore 21 - pausa per una pizza ed a seguire osservazioni astronomiche
Domenica 13/09
ore 17 - L'elaborazione delle immagini deep sky (dark - flat - bias ecc.) -
Antonello Medugno
ore 18 - Lo studio fotometrico delle comete (protocolli CARA Sez. Comete UAI) - Dario Castellano & Carmen Perrella
ore 19 - La ricerca di asteroidi e supernovae extragalattiche - Pasquale Ago
ore 20 - Studio dei transiti dei pianeti extrasolari (protocolli EAN) - Antonello Medugno
ore 21 - pausa per una pizza ed a seguire osservazioni astronomiche
____________________
Tutte le lezioni avranno luogo presso l'Osservatorio Astronomico Aurunco - Agriturismo Cerimunni in località Ponte di Sessa Aurunca (Ce)
I corsi sono a numero chiuso con massimo 25/30 iscritti per corso. Le iscrizioni saranno raccolte in ordine di presentazione e potranno avvenire fino a venerdì 4 settembre per il corso di astronomia pratica e fino a venerdì 11 settembre per il corso di Astrofotografia. E' possibile la partecipazione ad entrambi i corsi.
La quota di iscrizione (che consente la partecipazione ad entrambi i corsi) è pari ad Euro 20,00 per gli studenti (di ogni ordine e grado) ed Euro 40,00 per tutti gli altri e comprende materiale didattico ed un anno di iscrizione all'Associazione Astrofili Aurunca.
I soci dell'Associazione Astrofili Aurunca potranno partecipare ad entrambi i corsi gratuitamente, salvo prenotazione.
Per informazioni, prenotazioni ed iscrizioni tel. 0823-938627

M20: la triplice natura della Trifida



Gli astronomi dell'ESO hanno ottenuto una splendida immagine di M20, la nebulosa Trifida, che la mostra in tutta la sua scintillante bellezza. Osservata per la prima volta da Charles Messier nel 1764 che la inserì al numero 20 del suo catalogo di oggetti stellari, deve il suo nome a William Herschel che circa 60 anni dopo ne osservò le bande oscure che paiono sezionarla in tre parti. Distante 5500 anni luce nella costellazione del Sagittario, è una regione di formazione stellare particolarmente attiva: sono centinaia le nuove stelle che al suo interno stanno nascendo e che sono per altro responsabili dell'aspetto e degli stupendi colori con cui si mostra. M20, infatti, è un oggetto che presenta nella sua struttura tre tipi diversi di nebulosa. La regione di colore blu è una nebulosa a riflessione. La luce emessa dalle giovani e calde stelle blu che si trovano al suo interno viene diffusa e riflessa dal gas e dalle polveri. Il colore blu di questa parte di nebulosa è ancora più accentuato dal fatto che la luce blu viene diffusa in maniera più efficiente rispetto a quella rossa. La regione di colore rosa di M20 è, invece, una nebulosa a emissione. In questo caso la radiazione delle stelle neonate ionizza l'idrogeno presente nella nebulosa emettendo a sua volta la caratteristica luce di colore rosso. Infine, le bande oscure che paiono sezionare M20 in tre parti dandole il suo caratteristico aspetto sono una nebulosa oscura costituita prevalentemente da polveri che impediscono di vedere oltre apparendo perciò di colore nero.


Credit: ESO

In viaggio verso M20, la Nebulosa Trifida




giovedì 13 agosto 2009

Il gigante cha va al contrario


La caccia ai pianeti extrasolari condotta nell'ambito del programma WASP (Wide area search for planets) presso il South Afrincan Astronomical Observatory è giunta alla sua 17 scoperta. Nulla di particolare, tanto più che il numero di pianeti extrasolari fino ad oggi scoperti è prossimo ormai a 400. Senonchè, WASP 17 ha caratteristiche che lo rendono decisamente unico. Si tratta di un pianeta gigante di massa pari ad almeno due masse gioviane, ma con una densità estremamente bassa, simile a quella del polistirolo. Ma ciò che più sorprende è che orbita attorno alla sua stella con moto retrogrado, ruotando cioè in direzione opposta a quella in cui la stella ruota su se stessa. Poichè in pianeti si formano all'interno della stessa nube di gas in rotazione dalla quale si formano le stelle, ci si aspetta che i moti di rotazione delle stelle e di rivoluzione dei pianeti avvengano nella stessa direzione. E', infatti, ciò che si è osservato per tutti i pianeti fino ad oggi scoperti. A cosa attribuire il moto retrogrado di WASP 17? Probabilmente, nelle prime fasi di formazione del sistema planetario cui appartiene, deve essersi verificato un incontro ravvicinato con un oggetto massicio che ne ha fortemente perturbato il moto confinandolo su un'orbita eccentrica e retrograda. D'altra parte, le fasi evolutive iniziali dei sistemi planetari sono caratterizzate da corpi ancora in via di formazione e in moto caotico, che spesso danno luogo a incontri ravvicinati fortemente perturbanti o addirittura scontri catastrofici. Per esempio, nel nostro sistema solare si ritiene che la Luna si sia formata a seguito dello scontro della Terra ancora in formazione con un corpo delle dimensioni di Marte.

Credit: KASI/CBNU/ARCSEC

venerdì 7 agosto 2009

Kepler osserva l'atmosfera di un pianeta extrasolare


Ha impiegato appena 10 giorni di piena operatività per conseguire il primo rilevante risultato scientifico, la scoperta dell'atmosfera che circonda un pianeta che orbita una stella a oltre mille anni luce dalla Terra. Lanciato lo scorso 6 marzo con il compito di rilevare e studiare pianeti extrasolari anche di taglia terrestre, il telescopio spaziale Kepler della NASA conferma così le sue straordinari potenzialità nella caccia e nello studio di questi oggetti celesti, il cui numero cresce sempre più rapidamente. Il pianeta di cui Kepler ha rilevato l'atmosfera era già noto prima dell'inizio delle osservazioni. HAT-P-7, questa la sigla con cui è identificato, percorre un'orbita completa in appena 2,2 giorni a una distanza dalla sua stella inferiore di ben 26 volte quella che separa la Terra dal Sole. Ha una massa superiore a quella di Giove e la vicinanza alla stella fa si che le temperature superficiali siano estremamente elevate, nell'ordine delle centinaia di gradi centigradi. Osservando le repentine cadute di luminosità della stella prodotte dal periodico transito del pianeta sul suo disco, Kepler ha potuto rilevare non solo la presenza di un'atmosfera ma anche le fasi, del tutto simili a quelle che presenta la Luna durante la sua orbita attorno alla Terra.


Credit: NASA

mercoledì 5 agosto 2009

Un meteorite su Marte


Ha proprio l'aspetto di un meteorite caduto sulla superficie di Marte quello fotografato dal rover Opportunity lo scorso 18 luglio.
Opportunity e Spirit, i due rover della NASA, stanno esplorando la superficie del pianeta rosso da oltre 5 anni, ben oltre i 90 giorni inizialmente previsti per la missione. In questi anni i risultati scientifici ottenuti hanno contribuito a cambiare radicalmente il quadro delle nostre conoscenze sul pianeta.
Il blocco roccioso che gli analisti della NASA ritengono essere con tutta probabilità un meteorite è grande circa 60 centimetri e ha costretto Opportunity a una piccola deviazione dal percorso programmato per poterlo studiare più da vicino e analizzarne la composizione grazie allo spettrometro di cui è dotato.
Non è la prima volta che i rover scoprono dei meteoriti sulla superficie di Marte. Il numero di quelli fino ad ora scoperti sul pianeta rosso è di circa una dozzina.

Credit: NASA/JPL-Caltech