giovedì 29 gennaio 2009

Una galassia molto attiva

Grazie alla sensibilità del radiotelescopio installato nel deserto dell'Atacama in Cile e alle osservazioni ivi condotte nella regione submillimetrica dello spettro elettromagnetico è stato possibile studiare con grande dettaglio i getti di materia emessi dalla galassia NGC5128. Lo studio ha consentito di acquisire dati di estrema importanza al fine della migliore comprensione dei meccanismi di produzione di grandi quantità di energia che hanno luogo al centro di molte galassie. Distante circa 13 milioni di anni luce, NGC5128 è una delle galassie di notevoli dimensioni a noi più vicine. Si trova nella costellazione del Centauro ed è una gigante ellittica con una notevole fascia di polveri che circonda il bulge centrale ricco di stelle di colore rosso in uno stadio avanzato della loro evoluzione. La galassia presenta anche regioni con intensa attività di formazione stellare innescata dall'interazione con una galassia spirale con la quale si sta fondendo. NGC5128 è nota per avere una regione centrale particolarmente attiva a seguito dell'attività del buco nero che vi risiede. Il buco nero supermassiccio divora immense quantità di materia con conseguente emissione di grandi quantità di energia sotto forma di radiazione X e radio e degli intensi getti di materia oggetto dello studio.
Credit: ESO/WFI (Optical); MPIfR/ESO/APEX/A.Weiss et al. (Submillimetre); NASA/CXC/CfA/R.Kraft et al. (X-ray).

mercoledì 28 gennaio 2009

Il planetario alla scuola media "Di Capua"

Saranno circa 380 gli studenti della scuola media "Di Capua" di Castellammare di Stabia coinvolti nella due giorni di proiezioni al planetario digitale itinerante di "cielisereni.it". Gli studenti potranno così vivere un indimenticabile viaggio tra stelle, pianeti e galassie scoprendo il fascino e i segreti dell'universo e delle meraviglie che contiene.
Per informazioni è sufficiente contattare "cielisereni.it".

lunedì 26 gennaio 2009

Tramonto su Marte

Il rover Spirit della NASA, che proprio in questi giorni festeggia con il gemello Opportunity il quinto anno di operatività su Marte, ha trascorso nel 2005 lunghi mesi all'interno del cratere Gusev. Tra le migliaia di immagini di eccezionale valore scientifico riprese in questi anni ce ne sono alcune di ineguagliabile bellezza. Una di queste è certamente questa di uno splendido tramonto con il Sole che sta per sparire dietro le rime del cratere. Le particelle di polvere sospese nella tenue atmosfera di Marte fanno sì che il cielo appaia di colore rosato, mentre l'alone blu che pare circondare il Sole è provocato dalla diffusione in avanti della luce causata dalla stessa polvere. I colori sono stati elaborati in modo da riprodurre esattamente il cielo come apparirebbe all'occhio umano.

venerdì 23 gennaio 2009

Ancora pianeti extrasolari

Sono ormai oltre 320 i pianeti extrasolari scoperti fino ad oggi e il loro numero cresce costantemente settimana dopo settimana. La scoperta di un nuovo pianeta extrasolare, dunque, è un avvenimento che non fa quasi più notizia. Quello però individuato attorno a una stella distante 120 anni luce nella costellazione del Cigno e denominato HAT-P-11b è un oggetto particolare, sul quale gli astronomi lavoreranno nei prossimi anni per comprenderne caratteristiche fisiche ed evolutive. Con una massa di sole 25 masse terrestri e un diametro di 4,7 volte quello della Terra, HAT-P-11b è uno dei più piccoli pianeti extrasolari fino ad ora scoperti. Per confronto, Nettuno ha una massa e un diametro pari a 17 e 3,8 volte quelli della Terra. Per questo motivo HAT-P-11b è considerato dagli astronomi come un super Nettuno. A differenza del più distante fra i pianeti del sistema solare, però, HAT-P-11b percorre un'orbita molto stretta attorno alla sua stella. Il periodo orbitale è di soli 4,88 giorni e la vicinanza alla sua stella fa sì che le temperature che si registrano sulla sua superficie siano estremamente elevate. Il nuovo arrivato fra i pianeti extrasolari è stato scoperto con il metodo dei transiti. In sostanza, gli astronomi hanno osservato i periodici cali di luminosità della stella causati dai transiti di HAT-P-11b davanti al disco stellare. Non sono molti i pianeti scoperti con questo metodo,poichè esso richiede il raro allineamento lungo la linea di vista della stella, del pianeta e dell'osservatore. Più fruttuose sono state le ricerche di pianeti extrasolari utilizzando le misure di velocità radiale, nelle quali si misurano le periodiche variazioni della velocità della stella causate dalla pur piccola attrazione gravitazionale del pianeta. Un altro metodo, che permetterà forse la scoperta di pianeti di taglia terrestre, è quello del microlensing gravitazionale, che sfrutta gli effetti sulla luce di stelle distanti causati dal campo gravitazionale del pianeta allineato lungo la linea di osservazione.
Credit: David A. Aguilar (CfA)

mercoledì 21 gennaio 2009

Buone nuove

"...
Perché ovunque guardiamo, c’è lavoro da fare. Lo stato dell’economia richiede azioni coraggiose e rapide, e noi agiremo: non solo per creare nuovi lavori ma per gettare le fondamenta della crescita. Costruiremo le strade e i ponti, le reti elettriche, le linee digitali per nutrire il nostro commercio e legarci assieme. Ridaremo alla scienza il posto che le spetta di diritto e piegheremo le meraviglie della tecnologia per migliorare le cure sanitarie e abbassarne i costi. Metteremo le briglie al sole e ai venti e alla terra per rifornire le nostre vetture e alimentare le nostre fabbriche. E trasformeremo le nostre scuole e i college e le università per soddisfare le esigenze di una nuova era. Tutto questo possiamo farlo. E tutto questo faremo.
..."
Barak Obama
Washington, 20/01/2009

martedì 20 gennaio 2009

Al Caffè Letterario per gli eventi dell'IYA2009n a S. Maria C.V.

Una bella iniziativa quella che il MEDUC, il movimento di difesa dei diritti dei cittadini, ha organizzato per mercoledì 28 gennaio alle ore 18.00 presso il Caffè Letterario di via Martucci a Santa Maria Capua Vetere. MEDUC, infatti, si fa promotore di tutta una serie di iniziative in occasione dell'anno internazionale dell'astronomia 2009 tese a promuovee la cultura astronomica nella città del Foro. Le iniziative vedranno il coinvolgimento di quanti vi aderiranno fin dalla fase di organizzazione degli eventi. Tutti sono infatti chiamati a dare il proprio apporto in termini di idee, tempo, impegno. Di seguito il testo del comunicato stampa del MEDUC:

M.E.D.U.C. - Onlus
Movimento Europeo Difesa Utenti Cittadini Consumatori Contribuenti
Organizzazione non lucrativa di utilità sociale ( ONLUS )

Comunicato stampa

Anno Internazionale dell’Astronomia: a Santa Maria Capua Vetere MEDUC
presenta il programma degli eventi alla scoperta dell’osservazione del cielo

Sidney e Santa Maria Capua Vetere oggi sono più vicine di quanto possa sembrare. Sono accomunate
dalla passione per l’astronomia. Nel 2003, infatti, a Sidney fu avanzata per la prima volta la proposta di
avere un anno internazionale dell’astronomia. Oggi quella proposta è diventata realtà grazie ad una
proclamazione dell’ONU che si celebra anche a Santa Maria Capua Vetere con un ricco cartellone di
eventi. È Meduc a farsi promotrice di una interessante iniziativa alla scoperta del cielo e della scienza.
Mercoledì prossimo 28 gennaio 2009 ore 18 al Cafè Letterario di S. Maria C.V., il Movimento Europeo
Difesa Utenti Cittadini organizza una conferenza stampa di presentazione delle iniziative che saranno
promosse in città. Seguirà la riunione di alcuni gruppi di lavoro che saranno operativi per tutto il 2009:
eventi, didattica e formazione, editoria e ricerca. Sono invitati a partecipare tutti coloro che si
interessano di astronomia o chi, per la prima volta, desidera avvicinarsi a questo favoloso mondo.
All’incontro promosso da Meduc sono stati invitati a partecipare i rappresentanti politici e
amministrativi del comune, le associazioni culturali, le scuole primarie e secondarie e le aziende private
che hanno già manifestato il loro interesse al programma annuale di eventi.
Il 2009 è stato proclamato dall'ONU Anno Internazionale dell'Astronomia, IYA2009.
Il cammino della proposta era iniziato nel 2003 a Sidney, al Convegno della Unione Astronomica Internazionale, IAU.
UNESCO aveva poi, nel 2005, accolto la proposta, facendola passare all’ONU per l' approvazione finale, avvenuta nel
dicembre 2007. UNESCO curerà ora il coordinamento internazionale di IYA2009, affiancato dall'Unione Astronomica
Internazionale, IAU.
L'Anno Internazionale dell'Astronomia rappresenta anche un'ottima opportunità per dare visibilità e ritorno di immagine
all'Italia, che ha svolto un ruolo determinante in tutte le sedi internazionali e che è, inoltre, la patria di Galileo Galilei che nel
1609, giusto 400 anni fa, a Padova alzò per la prima volta al cielo il suo cannocchiale.
Per l'Italia il referente, a livello globale, per il coordinamento delle iniziative di IYA2009 è INAF,(Istituto nazionale di astrofisica) incaricato formalmente ad "agire per conto del Ministero dell'Università e Ricerca in questo specifico ambito,
continuando a rappresentare l'Italia presso la comunità astrofisica internazionale e svolgendo un ruolo di coordinamento nei
confronti di quella nazionale".
IYA2009, a cui partecipano più di 100 Paesi, riveste grande importanza sul piano culturale e si pone, con i progetti di eventi
e manifestazioni per il pubblico, degli obiettivi "alti" che toccano, tra gli altri, temi come il ruolo della scienza e il suo
contributo alla società e alla cultura, la crescita dei Paesi in via di sviluppo, l'avvicinamento dei giovani all'Astronomia ed alla
scienza in generale, la riscoperta del cielo come eredità universale dell'uomo, lo sviluppo sostenibile.
Attraverso l'osservazione del cielo, si invitano i cittadini di tutto il mondo, e soprattutto i giovani, a riscoprire il proprio
posto nell'Universo, il senso profondo dello stupore e della scoperta, le ricadute e l'importanza della scienza sulla vita
quotidiana e sugli equilibri globali della società.

Santa Maria Capua Vetere, 14.01.09

Per maggiori informazioni:
Raffaele Zito, addetto stampa Meduc, 333.7847542 - l.zito@meduc.it

Dove nascono le stelle

Il Very Large Telescope dell’ESO è uno dei più avanzati strumenti per l’osservazione a disposizione della comunità astronomica internazionale. Opera sotto i cieli asciutti e trasparenti del Cile e, grazie alla elevata tecnologia delle ottiche adattive, è in grado di eliminare completamente il disturbo dell’atmosfera. Il suo potente occhio infrarosso ha recentemente esplorato le regioni più interne della galassia NGC253, una spirale già nota perché presenta una elevata attività di formazione stellare. Gli astronomi spagnoli dell’Istituto di astrofisica delle Canarie hanno così potuto studiare una regione grande circa 11 anni luce in prossimità del centro galattico. All’interno di questa regione sono stati individuati almeno 37 aree particolarmente brillanti che i ricercatori ritengono essere stelle neonate che stanno appena emergendo dal guscio di gas e polveri nel quale si sono formate. Nel corso della stessa ricerca è stato poi possibile accertare che al centro di NGC253 risiede un buco nero di molti milioni di masse solari del tutto analogo a quello che si trova al centro della nostra galassia.
Credit: ESO

lunedì 19 gennaio 2009

Polveri di stelle

Le polveri sono uno dei componenti fondamentali per la formazione dei pianeti. Grandi quantità di polveri, piccole particelle ricche di carbonio e ossigeno, sono prodotte all’interno delle stelle durante il loro ciclo evolutivo. Fino ad oggi gli astronomi ritenevano che le polveri così prodotte venissero diffuse nello spazio interstellare a seguito dell’esplosione delle supernovae. Un recente studio condotto da astronomi britannici dimostra invece che nelle stelle al carbonio le polveri possono venire diffuse nell’ambiente circostante anche durante le loro ultime fasi di vita. Gli astronomi hanno osservato MAG29, una stella al carbonio distante circa 280mila anni luce nella galassia nana dello Scultore, e hanno rilevato la presenza di grandi quantità di polveri prodotte ed espulse dalla stella morente. L’ambiente in cui si trova MAG29 è molto simile a quello che i ricercatori ritengono fosse l’universo primordiale. La presenza in tale ambiente di una stella al carbonio che diffonde nello spazio circostante grandi quantità di polveri costringerà gli astronomi a rivedere i modelli relativi ai processi di arricchimento del mezzo interstellare.
Credit: Anglo Australian Observatory

venerdì 16 gennaio 2009

Marte, un pianeta ancora vivo

Le numerose missioni spaziali che negli ultimi anni hanno studiato Marte esplorandone anche la superficie hanno ormai accertato che il pianeta rosso era un tempo ricco di acqua che scorreva in fiumi e riempiva oceani. Oggi la situazione è completamente diversa: l’acqua non è più presente in forma liquida sulla superficie, essendo con tutta probabilità presente sotto forma di ghiaccio in giacimenti sotterranei o nel permafrost delle regioni polari. Fino ad oggi, in tale ambiente certamente ostile non è stata rilevata alcuna forma di vita. Eppure, una recente ricerca riaccende le speranze relative alla presenza di una qualche forma di attività biologica su Marte. Nella pur tenue atmosfera del pianeta, infatti, è stata rilevata la presenza di metano (CH4), una molecola costituita da 4 atomi di idrogeno e una di carbonio. Sulla Terra il metano è presente in abbondanza e si produce a seguito dei processi di digestione di molti microrganismi. L’attività biologica non è il solo meccanismo per la produzione di metano, che può originarsi anche da processi di ossidazione, comuni su un pianeta geologicamente attivo come la Terra. E proprio qui sta l’importanza della scoperta: aver accertato nell’atmosfera di Marte la presenza di metano indica che il pianeta ha una sua propria attività, se non biologica, quanto meno geologica. Infatti, il metano è una molecola che viene facilmente distrutta nell’atmosfera di Marte. Averne rilevata la presenza dimostra che sul pianeta deve essere attivo qualche tipo di processo, geologico o biologico, in grado di garantirne una sufficiente liberazione in atmosfera.
Credit: NASA

giovedì 15 gennaio 2009

La vita dei ricercatori in un Diario Cosmico



Con una grande cerimonia in programma a Parigi, si inaugura oggi l’Anno Internazionale dell’Astronomia 2009. Tra le tante iniziative in programma c’è il Diario Cosmico, un programma attraverso il quale astronomi di tutto il mondo ci racconteranno il loro lavoro, la loro vita, le attese e le speranze legate all’affascinate mondo dell’astronomia. Anche i ricercatori dell’ESA hanno aderito all’iniziativa e i loro blog sono già on line a questo indirizzo.

mercoledì 14 gennaio 2009

Cinque anni a spasso su Marte



Era il gennaio di 5 anni fa quando i due rover della NASA, Opportunity e Sprit, atterravano sul suolo marziano. Da allora hanno percorso più di 21 chilometri, scalando rilievi più o meno accidentati e scendendo all’interno di alcuni dei crateri che caratterizzano la superficie di Marte. Hanno dovuto affrontare i rigidi inverni marziani e tempeste di polvere, hanno superato brillantemente guasti ai sistemi hardware e software. E, cosa più importante, hanno ripreso oltre 250mila immagini del pianeta rosso e inviato verso Terra oltre 36 gigabytes di dati, contribuendo in maniera eccezionale a importanti scoperte sulle caratteristiche di Marte e sul suo passato quando vasti bacini di acqua ne ricoprivano la superficie. Progettati per operare pochi mesi, oggi, al compimento del loro quinto anni di vita, i due rover non accennano a fermarsi. E se Spirit presenta qualche problema in più, per Opportunity, che è in splendida forma, i ricercatori della NASA hanno già programmato un lungo itinerario che lo porterà a esplorare l’interno di un grande cratere distante alcuni chilometri. Buon compleanno Spirit, buon compleanno Opportunity.
Credit: NASA/JPL/Cornell

lunedì 12 gennaio 2009

Proiettili cosmici

Viaggiano a velocità stupefacenti, fino a 180mila chilometri all'ora, lasciando dietro di sè delle scie che le rendono all'apparenza simili a delle comete. Si tratta di stelle, probabilmente espulse da sistemi binari, giovani e particolarmente brillanti. Il telescopio spaziale Hubble ne ha individuate 14, oggetto di uno studio condotto dal team di astronomi guidato da Raghvendra Sahai della NASA. Le scie che circondano queste stelle superveloci sono dovute all'interazione dell'intenso vento stellare, un flusso di particelle cariche emesso dalle stelle, con il mezzo interstellare circostante. L'intensità del vento stellare è indice della giovane età di queste stelle. Infatti, le stelle emettono venti molto intensi solo nelle prime fasi della loro evoluzione. Solo le stelle di grande massa continuano a emettere venti stelleri perticolarmente intensi durante tutta la loro vita. Poichè quelle individuate da Hubble non sono particolarmente massicce (non più di 8 masse solari) gli astronomi ritengono trattarsi di stelll molto giovani, qualche decina di milioni di anni. Le scie che si producono a causa dell'elevata velocità con cui si muovono sono molto estese, fino a 170 volte il diametro dell'orbita di Nettuno. L'alta velocità è con tutta probabilità la conseguenza o dell'esplosione di una supernova all'interno di un sistema binario con conseguente espulsione della compagna o dell'interazione di un sistema binario con una terza stella di passaggio.
Credit: NASA

venerdì 9 gennaio 2009

Le prime iniziative per l'Anno Internazionale dell'Astronomia

Siamo ormai a pochi giorni dall'inaugurazione ufficiale dell'Anno Internazionale dell'Astronomia che si terrà a Parigi i prossimi 15 e 16 gennaio. Inizia così un evento di straordinaria importanza non solo per gli appassionati di tutto il mondo, ma anche per quanti sanno e vogliono ancora stupirsi osservando il cielo stellato. Un'occasione per comprendere l'importanza della ricerca scientifica non solo per il progresso dell'umanità, ma anche quale strumento per costruire un mondo che, come il cielo, non abbia confini.
Di seguito il testo del comunicato stampa dell'INAF, l'Istituto nazionale di astrofisica.

E' finalmente iniziato l'Anno Internazionale dell'Astronomia! L'inaugurazione ufficiale sarà il 15 e 16 gennaio 2009 a Parigi ma intanto ti invitiamo a scoprire quello che sta già succedendo e che è in programma in Italia per celebrare la più affascinante tra le scienze. Stanno arrivando decine di segnalazioni e registrazioni di Associazioni, Comuni e altri e di questo possiamo essere tutti molto contenti. Conferenze, divulgazione on line, osservazioni pubbliche del cielo, musica, arte: da Firenze a Padova, da Torino a Palermo non c'è che da scegliere. Le iniziative che ci stanno pervenendo ci sembrano tutte davvero molto interessanti.

GALILEO E LA SCOPERTA DI UN NUOVO MONDO A Bologna, una pubblica conferenza sulla figura di Galileo tenuta da William Shea, noto storico della scienza considerato un'autorità per quel che riguarda il pensiero scientifico dell'età moderna e Galileo -Bologna, Aula Absidale di Santa Lucia, 17/01/2009, ore 10:30

IMPARA L'ARTE A Padova, in concomitanza con la cerimonia di apertura di IYA2009 a Parigi, il primo concerto del ciclo "Impara l'Arte" tenuto dell'Orchestra di Padova e del Veneto e ispirato all'Astronomia. Musiche di Haydn, Maderna, Herschel e Mozart - Padova, Auditorium C.Pollini, 15/01/2009, ore 21:15

CICLO DI CONFERENZE del GRUPPO ASTROFILI W. HERSCHEL di TORINO "La matrice di Cabibbo - Kobayashi - Maskawa (Come scoprire qualcosa sull'Universo in tre e vincere il premio Nobel in due)" di Marco Genovese: a Torino si inaugurano così l'Anno dell'Astronomia e il ciclo annuale di conferenze promosso dal Gruppo Herschel - Torino, via Brione 40, 13/01/2009, o re 21:00

GALILEO E L'UNIVERSO DEI SUOI LIBRI Una mostra - visitabile anche on line - alla scoperta di manoscritti, libri e documenti appartenuti a Galileo e che facevano parte della sua biblioteca. Un punto di vista inusuale e privilegiato da cui partire per ricostruire la sua figura di scienziato e intellettuale - Firenze, Biblioteca Nazionale Centrale, Tribuna Dantesca, fino al 28/02/2009

PICCCOLI TELESCOPI, GRANDI SCOPERTE: QUANDO L'ASTROFISICA SI FA IN CASA -Serata dedicata sia agli appassionati che possiedono e conoscono un telescopio sia ai curiosi che, magari, non ci hanno mai nemmeno guardato dentro. Verranno illustrati possibili campi di applicazione degli strumenti astronomici, casi pratici, alcune tecniche e si potranno scambiare domande e curiosità in tempo reale - On line su www.coelumstream.com, 09/01/2009, ore 21:00, a cura di Gianluca Masi

EVENTI A ROMA PER L'ANNO DELL'ASTRONOMIA
Stellar Vibration, concerto per Piano, voce e live electronics di Angelina Yershova al Planetario e Museo Astronomico (15/01/2009, ore 20:30 e 22:30)

L'universo degli Universi, una lectio magistralis di Roberto Buonanno (17/01/2009, Auditorium Parco della Musica, or e 15:30)

giovedì 8 gennaio 2009

Spaccar pietre per andare sulla Luna!

Cosa ci fanno dei ricercatori della NASA con i martelli fra le mani a spaccare rocce? La strana attività fa parte di un programma di ricerca, condotto dal Marshall Space Flight Center e dalla US Geological Survey, che tende a ricreare sulla Terra le condizioni che verosimilmente troveranno le programmate missioni sulla Luna. In particolare, nei pressi della miniera di Stillwater in Montana, i ricercatori stanno recuperando tonnellate di rocce che vengono prima ridotte in pezzi più piccoli per essere successivamente sbriciolate fino a ridurle in granelli di polvere del tutto simile alla regolite che ricopre la superficie del nostro satellite. In questo modo è possibile non solo riprodurre fedelmente le condizioni che gli astronauti troveranno quando faranno ritorno, nel prossimo futuro, sulla Luna, ma si riesce anche a valutare le possibili utilizzazioni pratiche, ad esempio come materiale da costruzione, della polvere lunare. Un altro possibile uso delle rocce presenti sulla superficie lunare è l’estrazione di ossigeno da utilizzare non solo per far respirare gli astronauti, ma anche, insieme all’idrogeno pure presente sulla Luna nei ghiacci verosimilmente presenti nei pressi delle regioni polari, come combustibile e per la produzione di acqua. Insomma, il futuro delle prossime missioni lunari inizia anche in una miniera con i ricercatori impegnati a spaccare pietre!


Credit: NASA

mercoledì 7 gennaio 2009

Cassiopea A: un resto di supernova in espansione

Da 10 anni il telescopio spaziale Chandra della NASA esplora l'universo nella regione X dello spettro elettromagnetico. Le immagini che restituisce ci presentano un universo che, alle alte energie, appare profondamente diverso da quello che siamo abituati a osservare. E' il caso delle riprese del resto di supernova Cassiopea A (Cas A), frutto delle osservazioni che Chandra ha condotto nell'arco di 7 anni dal 2000 al 2007. Montate in sequenza, le immagini mostrano l'evoluzione del resto di supernova evidenziandone l'espansione, la cui velocità è risultata, però, inferiore a quanto precedentemente stimato dagli astronomi. I diversi colori dell'immagine corrispondono a radiazione X di diversa energia: il rosso è dovuto a raggi X di bassa energia, il verde a quelli di energia intermedia mentre il blu evidenzia le regioni con emissione di energia più elevata. Cas A è quel che resta di una stella, distante 10mila anni luce, esplosa circa 330 anni fa. L'esplosione non fu osservata perchè avvenne in una regione della nostra galassia oscurata dalle polveri interstellari.
Credit: Chandra