giovedì 26 febbraio 2009

Un ambiente turbolento per le stelle di grande massa

I modelli che descrivono la formazione di nuove stelle sono sufficientemente conosciuti agli astronomi. Le stelle nascono dalla contrazione di nubi di gas che provoca il riscaldamento delle regioni più interne fino a temperature in grado di innescare i processi di fusione nucleare. La massa iniziale della stella ne determina l'evoluzione successiva: le stelle di piccola massa vivono a lungo e terminano la propria evoluzione in maniera "tranquilla" come nebulose planetarie; quelle di grande massa, al contrario, vivono una vita impetuosa e terminano in maniera traumatica esplodendo come supernova. Proprio i meccanismi che conducono alla formazione di stelle di grande massa sono ancora poco chiari e per questo motivo alcune recenti osservazioni condotte con il radiotelescopio SMA (Submillimeter Array) su alcune regioni di formazione stellare appaiono particolarmente rilevanti. Gli astronomi hanno, infatti, osservato due regioni di formazione stellare distanti circa 15mila anni luce. In una delle due è stato osservato un rimarchevole riscaldamento dovuto a stelle di grande massa già formate; nell'altra, pur in presenza di notevoli quantità di gas, non è stata rilevata un'attività di formazione stellare particolarmente intensa. In questo modo, confrontando i dati relativi a ciascuna delle due regioni osservate, gli astronomi hanno la possibilità di studiare come i vari fattori in gioco nei processi di formazione stellare possono influenzare il tasso di formazione di nuove stelle e in particolare portare alla nascita di stelle di grande massa. E i primi dati sembrano già gettare nuova luce sui modelli che descrivno questi processi. Pare infatti che la turbolenza indotta nella nube di gas e che, al pari della pressione termica delle giovani stelle, si contrappone all'azione della gravità sia determinante per la formazione di stelle di grande massa.
Credit:ESO

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